Avvicinandosi il tempo dell'assunzione di Gesù al cielo dopo la Passione e morte, Egli si mostrò risoluto di andare a Gerusalemme. Sapeva bene che in quella città sarebbe stato condannato a morte, e poiché l'amor suo lo spronava a dare la vita per la salvezza di tutti, vi andava risoluto, cioè pronto ad accettare gli aspri tormenti che lo aspettavano. Siamo agli ultimi sette mesi della sua vita, ed Egli, dopo aver evangelizzato la Galilea, iniziava il viaggio verso Gerusalemme, per predicare la buona novella nella Perea e nella Giudea, e compiere la sua missione sul Calvario.
I Samaritani rifiutano di ospitare Gesù
Avendo con sé non solo gli apostoli ma numerosi discepoli, Egli spedì avanti alcuni incaricati per preparare a tutti l'alloggio ed il vitto e per disporre il popolo a riceverlo con frutto.La via più breve per andare a Gerusalemme era quella che attraversava la Samaria, regione sommamente ostile ai Giudei, specialmente quando si recavano al tempio per adorarvi il Signore. I Samaritani, infatti, avevano anch'essi edificato un tempio sul Garizim, rivale di quello di Gerusalemme e pretendevano che là vi si dovesse adorare Dio invece che nella santa città. Quando sapevano che un Galileo od un Giudeo si recava al tempio, gli mostravano tale ostilità da costringerlo o a desistere od a cambiare strada, facendo un cammino più lungo attraverso la Perea.
È questa la ragione per la quale, quando i messi di Gesù entrarono in una città della Samaria per preparargli l'alloggio, i Samaritani non vollero riceverli e li scacciarono.
Giacomo e Giovanni ne furono indignati, ed avrebbero voluto invocare il fuoco dal cielo su quell'ingrata città. Essi sul Tabor avevano visto Gesù nella gloria, e con Gesù anche Mosè ed Elia; il ricordo della Maestà del Maestro provocava sdegno contro quelli che lo rigettavano, ed il ricordo di Elia che, aveva chiamato il fuoco dal cielo contro i suoi nemici, faceva loro venire il desiderio d'imitare il suo gesto e di punire i Samaritani.
Ma Gesù li redarguì severamente, dicendo: Non sapete di quale, spirito siete. Il Figlio dell 'uomo non è venuto a perdere le anime ma a salvarle. Essi credevano di parlare per zelo, ed invece quei pensieri di severa giustizia venivano loro da satana e dalla natura; essi non sapevano discemere lo spirito che in quel momento li animava. Il rifiuto che ebbero fu sgarbato, li disgustò, li offese, ed il loro desiderio di giustizia era un sottile e subcosciente desiderio di vendetta. Volevano mostrare ai Samaritani non solo la superiorità del divino Maestro, ma anche la loro autorità; immaginavano che un segno spettacoloso avesse dovuto umiliarli, e far loro capire la loro inferiorità; c'era in quel desiderio di vendetta anche l'ostilità che sentivano in particolare contro i Samaritani, stimandoli scomunicati e maledetti.
Ma Gesù non era andato nella Samaria per perderla; vi si era recato per salvarvi le anime, a Lui carissime, e non voleva diffondervi che misericordia e, perdono; compatì quei poveretti che lo rigettarono e se ne andò in un altro villaggio.